Ascolta la Puntata 006 di RADIO RISTORAZIONE cliccando qui sotto.

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“Il Ristorante del futuro avrà due dipendenti: un uomo e un cane. L’uomo sarà lì per dare da mangiare al cane. Il cane sarà lì per fare in modo che l’umano non tocchi le macchine mentre lavorano.” Questa è una mia citazione, e mi serve per raccontarti il terzo ingrediente della ricetta del successo nel campo della Ristorazione.

Ciao e bentrovata e bentrovato in Radio Ristorazione. Qui, dall’altra parte del microfono, c’è sempre il tuo, il vostro, il nostro Lorenzo Ferrari. Che sarei poi io.

Oggi parliamo del terzo ingrediente della ricetta del successo. Per introdurlo, ho voluto auto-citarmi con la frase sul ristorante del futuro e il cane, che ho mutuato da un’altra citazione famosissima ma della quale non si conosce l’autore. 

La mia frase, tuttavia, è ovviamente un’iperbole. Un’esagerazione. Non ci credo neanche io fino in fondo, ma come tutte le iperboli, ha un fondo di verità che mi serve per introdurti al terzo ingrediente della ricetta del successo.

Prima di parlartene, però, voglio leggerti alcune notizie apparse nei tempi scorsi sui quotidiani di tutto il mondo. Non te le leggo così, perché mi va, ma perché hanno molto a che fare con il tema della puntata di oggi, che ti svelerò tra pochissimo:

Notizia letta su Forbes: Domino’s sta testando il robo-delivery negli Stati Uniti. Un robot non solo in grado di trasportare su ruote alimenti caldi, ma anche di terminare la cottura nel tragitto, di fatto sfornando pizze fragranti come appena uscite dal forno sotto casa dei clienti. Per non parlare dei primi test di pizza-delivery con i droni volanti…

Notizia pubblicata da Recode. I robot stanno già sostituendo i lavoratori dei fast food.

Servi, il robot cameriere che serve da solo ai tavoli. Letto su Corriere.it

E avrai sicuramente visto i robot della Boston Dynamics, che ballano, saltano e si agitano imitando quasi alla perfezione i movimenti del corpo umano. La fluidità di movimento e l’accuratezza degli stessi ha un non so che di spaventoso.

E che dire di Robo Eatz? Una startup di MAKIT che promette ai ristoratori che la utilizzeranno una cucina 100% robotica, quindi senza alcun umano, perfettamente funzionante che:

  • È in grado di gestire una linea di 80 ingredienti (non è proprio una linea basica!)
  • Capace di servire 1.000 pasti prima di dover rifornire il magazzino;
  • Che controlla tutto, dalla temperatura di servizio al grado di freschezza;
  • In grado di ottimizzare sprechi e sfridi;
  • Si pulisce e addirittura disinfetta da sola;
  • Ci si può programmare nuove ricette;
  • Prepara, cucina e impiatta da sé;

Se la paragoniamo ad un cuoco che più lavora e più viene pagato (giustamente), che vuole fare le ferie (giustamente), che rischia di ammalarsi (giustamente), che ha potere contrattuale (giustamente), che ha giorni top e giorno no (giustamente), che odia standard e procedure (ingiustamente), che vuole straordinari pagati (giustamente) e giorni liberi (altrettanto giustamente) capisci che lo scontro è impari.

Guardiamoci negli occhi: possiamo davvero pensare che la cucina di domani non avrà 10 di questi cosi e UNO, DUE cuochi al massimo? Possiamo davvero pensare che non sarà così?

Io credo, ma soprattutto spero, che il cuoco del futuro non dovrà toccare una padella né un coltello. Si dovrà dedicare alle cose veramente importanti: pensare, ottimizzare, progettare, inventare, innovare, fare comunicazione e marketing, ecc. ecc.

E ci sarà da delegare il taglio delle cipolle e il girare il sugo a robot che saranno sempre meglio di loro nel fare ciò.

Non credo davvero sia questione di “se”, credo sia questione di “quando”.

Come probabilmente avrai intuito…

Il terzo ingrediente del successo nel campo della ristorazione è la TECNOLOGIA.

Sì, la tecnologia.

L’obiezione più frequente che mi viene posta a riguardo è che la tecnologia è la fine di tutto, che i ristoranti verranno dis-umanizzati e che i robot ci ruberanno il lavoro.

Io credo che questa non sia proprio la fine di niente. Il cibo non avrà un sapore di ferraglia arrugginita e le risorse umane continueranno ad essere valorizzate. Certo, cambierà il modo in cui verranno valorizzate, ma saranno sempre il centro focale delle attività nel campo della ristorazione, almeno fino a quando vivremo in un modo che ruota attorno agli umani.

E non avere paura che i robot ci ruberrano il lavoro, perché non è così. Certo, se non ci evolveremo e non cambieremo le nostre competenze, sicuramente ci ruberanno il lavoro, ma altrimenti no. Sul tema ho trovato una frase che riassume bene il mio pensiero: “un robot può fare il lavoro di 50 persone ordinarie, ma non esiste un robot che può fare il lavoro di una persona straordinaria”

Credo che nel futuro ci sarà sempre meno spazio per la mediocrità, per il lassismo e per tutti quei lavori operativi, ripetitivi e che necessitano di competenze “basse”, ma molto più spazio per chi si posizionerà allo spettro opposto.

Non solo, perché la tecnologia, ma in generale dell’automazione, sta sostituendo e sostituirà tutti i processi manuali, ripetitivi e a basso valore aggiunto, che non necessitano di decisioni complesse.

Ma le decisioni complesse, quelle “core”, quelle fondamentali, strutturali, assolute, saranno SEMPRE prese dagli umani. Dentro a noi essere umani, qualcuno, o qualcosa, ha soffiato dentro il respiro del cosmo, e fino a quando questo respiro non cesserà di soffiare, avremo sempre un asso nella manica nei confronti di questi ammassi di cavi, sensori e barre d’acciaio.

Parentesi filosofiche a parte, agli umani devo rimanere i compiti strategici, direzionali, visionari, programmatici. Tutto il resto va delegato a robot e software. Quindi tutto ciò che è ripetitivo, manuale.

Del resto lo sappiamo: nessun essere umano è progettato per durare 30 anni in una cucina e uscire sano di mente. Tanto vale che ci salvino i robot da questo paradosso tutto ristorativo.

Ma la tecnologia non sta cambiando i ristoranti solamente da DENTRO, ma anche e soprattutto DA FUORI.Ad esempio, come sai io mi occupo di marketing.

Per farti capire meglio il mio punto di vista, ti mostro solo alcuni degli strumenti che servono ad un ristorante per fare marketing professionalmente oggi.

    1. Agenda Elettronica o Sistema di booking online. Cioè un sistema che ti permetta di ricevere prenotazioni online. Come sai ad ogni prenotazione è associata una quantità incredibile di dati che, se trattati telefonicamente, vanno persi. Con un’agenda elettronica, questi dati non solo non vanno perduti, ma si trasformano in preziosissimi asset. Oggi l’agenda online è semplicemente essenziale per fare marketing con un ristorante. 
    2. Wi-Fi. La connessione ad internet è un bene di prima necessità, al pari della corrente elettrica e dell’acqua calda. Non offrire un servizio di connessione gratuita ai propri ospiti è un suicidio commerciale. Senza contare di quante opportunità apra avere un wi-fi intelligente…
    3. Menù Digitale. Non c’è davvero bisogno di spiegarti il perché?
    4. Business Intelligence. Per l’analisi e l’interpolazione dei dati raccolti. Perché sono molto belli i fogli excel, ma hanno questa strana capacità di moltiplicarsi all’infinito e di non comunicare tra loro…
    5. Ordini delivery e take away. Anche se non li utilizzi di routine, la pandemia ci ha insegnato che hanno tutto il senso del mondo in alcune occasioni.
    6. Promozioni e couponistica. Per premiare i clienti fedeli o acquisirne di nuova.
    7. Autorisponditore. Cioè un software che permette l’invio programmatico e automatizzato di email e SMS.
    8. Fidelity Card. Per differenziarsi dal modello kebabbaro, avere una fidelity card smaterializzata e elettronica ha tutto il senso del mondo.
    9. SMS, Whatsapp e email. Per comunicare direttamente con i clienti finali.
    10. CRM. Acronimo che sta per Customer Relationship Management, cioè un programma per gestire la lista clienti, conoscere i clienti finali e organizzare informazioni su di loro.

Non so se li hai contati, ma sono più di 10 strumenti. Non sono proprio pochi. E stiamo parlando di niente di troppo complicato ma, almeno dal mio punto di vista, di ciò che serve per fare marketing in modo basilare all’interno del nostro settore.

Pensa che sono quasi 10 anni che proponiamo ai ristoratori italiani di concentrarsi su queste tematiche e di utilizzarle per fare marketing. Fino a qualche tempo fa, per ognuna di queste esigenze, fornivamo ai nostri clienti uno strumento specifico.

Il risultato era DELIRANTE.

Per due ragioni:

  1. La prima è che gestire 10 strumenti differenti è un lavoro a sé stante; ognuno di loro necessita di una curva di apprendimento, ognuno di loro ha i suoi difetti, ognuno di loro necessita di competenze ad hoc;
  2. La seconda è che questi 10 strumenti differenti non “parlano” tra loro. Non dialogano. Come si dice in gergo, non sono “integrati”. Il risultato era che muovevamo montagne per raccogliere sassolini. 

Questi strumenti devono parlare tra loro. Devono dialogare. Altrimenti, come esempio, ai contatti che hai raccolto tramite le prenotazioni non puoi inviare un SMS o un Whatsapp senza dover estrarre la lista, non puoi inserirli nel CRM per sapere quando torneranno ecc. ecc. Davvero complicato gestire tutto così.

Così, visto che sul mercato non esisteva uno strumento UNICO che mettesse insieme tutto questo, lo abbiamo creato noi.

E abbiamo deciso di progettare, sviluppare e creare Plateform, unendo quei 10 strumenti (e molti altri) e mettendoli dentro un’unica piattaforma. Così con lei e lei soltanto puoi fare tutto il marketing che ti serve, in modo semplice e pratico. Infatti la filosofia di sviluppo di Plateform è quella dei software moderni: tutto deve essere intuitivo e intuibile. Ci piace sempre dire che se sai usare uno smartphone, sai usare anche Plateform.

Ma oggi non parliamo di lei, per cui se vuoi approfondire, vai su  www.plateform.app per maggiori informazioni.

Ma non è mica finita. 

Perché non c’è solo il marketing da gestire con la tecnologia. Ma anche tutto il resto.

Ad esempio:

  • Sistema cassa; non vorrai continuare ad emettere scontrini e fatture a mano;
  • Magazzino e schede ricette;
  • Business intelligence per analizzare i vari dati provenienti dalle varie fonti;
  • Eventuali gestionali per controllo di gestione;
  • Il sito web;
  • Ecc. ecc.

lnsomma, per concludere la puntata di oggi, il Ristorante del Futuro non dovrà solamente affrontare il tema “tecnologia”, ma anche i temi “integrazione” e “dialogo” tra strumenti differenti creati da aziende diverse e costruiti con finalità diverse.

Facile? Neanche un po’. Quello che puoi fare, però, è scegliere sin da subito delle piattaforme che ti permettano di andare in quella direzione. Infatti, alcune piattaforme nascono per essere “aperte”, mentre altre nascono per essere “chiuse” all’esterno e tali rimarranno.

Non temere la tecnologia, abbracciala.

Ma soprattutto, non temere la tecnologia, il progresso e l’innovazione, ma abbracciali come vecchi amici.

Perché sono inevitabili. E prima o dopo, anche senza invito, te li troverai nel salotto di casa, nelle sale del tuo locale e dietro ai fornelli in cucina. Meglio preparare fin da subito the e biscotti per tutti, te compreso, credimi.

Ce lo insegna la storia. Prima o dopo, arriveranno. E arriveranno con l’impeto travolgente di uno tsunami. Sta a te decidere se comprare una tavola da surf o aspettare a riva con un costumino anni 80 che ti inondi e ti porti con sé.

Prima dei saluti, ti ricordo due cose:

  1. Condividi Radio Ristorazione con i tuoi colleghi, collaboratori e con chiunque possa usufruirne. Ti ringrazieranno! Magari non oggi, magari non domani, ma ti ringrazieranno. Questo podcast porta bene.
  2. Se hai voglia di seguirci fuori dal podcast, hai due modi: Cerca su Facebook “RistoratoreTop – Il gruppo”. Siamo noi. Siamo più di 11mila, non vediamo l’ora di parlare con te, oppure vai sul nostro sito www.ristoratoretop.com

Ci sentiamo nella prossima puntata di Radio Ristorazione e come al solito… 

#daicazzo.

© Lorenzo Ferrari
RISTORATORETOP®

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