Ascolta la Puntata 010 di RADIO RISTORAZIONE cliccando qui sotto.

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“Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” Quella che ti ho appena letto è una citazione che mi accompagna da tutta la vita e mi serve per introdurre il settimo, e ultimo, ingrediente della ricetta del successo di RISTORATORETOP. Per questa puntata mi sono armato di un po’ di filosofia, di tanto pragmatismo e un pizzico di follia. Vediamolo insieme.

Ciao, benvenuta e benvenuto in Radio Ristorazione, il podcast di RISTORATORETOP. Io sono Lorenzo Ferrari.

Se hai dato un’occhiata al nostro sito web oppure ai nostri social, ti sarai sicuramente imbattuto nell’immagine che rappresentail nostro Sistema nella sua interezza.

Il Sistema RISTORATORETOP è rappresentato da due torri. Sì, due torri, come quelle di un castello. La prima, quella di sinistra, ha 5 passaggi, quella di destra ne ha 2.

Probabilmente avrai notato come il primo gradino delle torri sia sempre e solo l’Identità Differenziante. Quindi ti sarà venuto naturale pensare che il primo step dal quale partire, sempre e comunque, fosse quello dell’Identità Differenziante.

Per prima cosa, infatti, occorre capire chi sei e perché i tuoi clienti ti scelgono. Senza quelle informazioni, ogni strategia è inutile. Giusto?

Sbagliato.

O meglio, è sicuramente fondamentale lavorare sulla propria Identità Differenziante, ed è sicuramente uno dei primi passaggi da fare, ma non è il primo.

C’è un importantissimo, necessario e critico passaggio da fare PRIMA di pensare alla tua Identità Differenziante, a chi sei, a cosa vuoi comunicare, a chi vuoi comunicare.

PRIMA DELL’IDENTITÀ DIFFERENZIANTE… C’è la DIREZIONE.

La DIREZIONE è il settimo ingrediente della ricetta del successo di RISTORATORETOP. 

Se lo chiedi a me, è anche il più importante. Non è detto che sia il più importante per te ma io non ho dubbi: se la strategia di marketing fosse una scacchiera, la Direzione sarebbe il Re e la Regina fusi in un unico pezzo.

Alcuni la chiamano Mission, altri Vision, altri Obiettivo di Lungo Periodo… Non perderti nelle definizioni o nei tecnicismi.

Semplicemente devi essere consapevole che così come non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare, così non esiste alcun sistema o azione di marketing che possano aiutare il ristoratore che non sa dove sta andando.

Infatti la definizione che diamo di DIREZIONE all’interno del nostro Sistema RISTORATORETOP è la risposta alla domanda:

Direzione = risposta alla domanda“Dove sto andando?”

La Direzione è il solco che hai tracciato sul terreno e che ti appresti a percorrere. 

Se il solco non è il tuo, perché magari è quello tracciato da qualcun’altro venuto prima di te, magari un tuo genitore, un parente, il precedente proprietario, la società, qualche guru particolarmente aggressivo su internet, fermati, respira e ripensala da capo. Davvero. Fallo per te.

La Direzione è come un abito su misura: non puoi indossare quello di qualcun’altro. Deve essere la tua seconda pelle, devi starci comodo, devi sentirti a tuo agio e deve permetterti i movimenti a cui sei abituato. Non devi sentirti costretto.

La Direzione è importantissima. Non nel breve termine, ma nel medio-lungo. Prova ad immaginarla così. Immagina il tuo ristorante come se fosse una nave, che deve portarti a destinazione in un luogo esotico e lontano. La prima cosa da fare, prima di partire per il lungo viaggio, è di impostare la Direzione. La Direzione è la tua Stella Polare. È un punto fermo, nel cielo ma soprattutto nella tua anima, che ti consente di capire se ogni decisione che stai prendendo è quella giusta o quella sbagliata, PER TE.

Se durante il viaggio ti troverai a guardare altre stelle che non siano la tua, non arriverai a destinazione. Sbaglierai il tragitto, e non ci saranno mappe o cartine geografiche che ti aiuteranno, perché sarai sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. Comunque, se ti perdi, ed è normale che accada, puoi sempre ritarare il percorso ricominciando a guardare la Direzione.

La Direzione esula da ogni aspetto economico, finanziario e di business. Certo, devi tenerne conto perché le aziende devono fare soldi e devono farne tanti, ma la Direzione riguarda te come individuo. La Direzione ha a che fare con ciò che ti rende felice, appagato, soddisfatto. Sai di stare seguendo la tua Direzione quando ti svegli al mattino e sei contento di fare ciò che stai facendo.

Io ho avuto una fortuna gigantesca: mi sono svegliato una mattina di 10 anni fa, avevo 22 anni, sono andato dal commercialista e ho aperto la mia prima Partita IVA perché sapevo già cosa avrei voluto fare da grande: volevo fare marketing per la ristorazione

Oggi mi guardo indietro e ringrazio il Lorenzo del passato per aver preso quella decisione e non averla mai tradita, nemmeno un minuto, nemmeno un’ora, nemmeno un giorno della sua vita adulta. E sinceramente non riesco ad intravedere un altro ruolo, posto e luogo dove vorrei o potrei essere. Non è soltanto una questione di soldi, che comunque ci sono, sono importanti e se non ci fossero non riuscirei a fare ciò che faccio con la stessa intensità e passione, ma anche di gioia, di fare ciò che mi piace e che mi fa battere il cuore.

La Direzione è una decisione personale, intima, introspettiva. Noi di RISTORATORETOP possiamo aiutarti nel trovare l’Identità Differenziante del tuo locale, nell’aiutarti ad acquisire e fidelizzare clienti, nel fornirti gli strumenti e le consulenze giuste per avere successo, per riempire il tuo locale e per renderti un imprenditore e — forse — una persona migliore. Ma non possiamo aiutarti nel trovare la tua Direzione. 

A quella devi pensare te. In questa scelta, sei solo e sei sola. Sei tu e te stesso. Se tu e te stessa. Puoi coinvolgere qualche socio, qualche famigliare, ma io ti consiglio di effettuare questa scelta da solo e da sola, e poi confrontarti con eventuali soci e socie.

Alcuni esempi di Direzione:

Eccoli:

  • Voglio aprire 5 punti vendita in 3 anni;
  • Voglio che il mio locale diventi il punto di riferimento in città in 10 anni;
  • Voglio fare qualità, costi quel che costi;
  • Voglio creare un locale che funzioni senza la mia presenza per dedicarmi alla famiglia, ai miei figli;
  • Voglio lavorare tranquillo nel mio locale, senza dipendere da nessuno;
  • Voglio godermi il viaggio perché sto facendo quel che mi piace;
  • Voglio diventare famoso come imprenditore della ristorazione;
  • Voglio aprire 5 giorni su 7, riempire su due turni e nel resto del tempo viaggiare e godermi la vita.
  • Voglio vendere il ristorante perché a me questo lavoro non mi piace;
  • Ecc. ecc.

Se hai una Direzione, hai una risposta a qualsiasi domanda riguardi il tuo business e il tuo ristorante.

Se non ne hai una, sei in balia delle onde o, peggio, sei in balia delle Direzioni degli altri.

Troppo spesso mi confronto con imprenditori “di successo”, non lo vedi ma sto facendo il segno delle virgolette con le mani, che almeno all’apparenza hanno tutto: una bella casa, una bella macchina, tanti locali che fatturano, ma non sono felici. Non hanno tempo per sé e per la propria famiglia, non fanno la differenza per il mondo, non si sentono parte di un qualcosa più grande.

Altre volte, invece, mi confronto con Ristoratori che non riescono a mettere un piede fuori dal proprio locale da anni. Non hanno mai visto i propri figli se non dormienti, a letto, quando rincasano la sera tardi. Non hanno mai un giorno libero, sono sempre dietro all’ultima urgenza, al personale, ai fornitori. Sono sull’orlo di una crisi di nervi e lo sanno perfettamente. 

Tutte queste situazioni sono sintomi evidenti di una mancata strategia di marketing, certo, ma soprattutto manca una Direzione. E per questo rincorrono il sogno di qualcun altro, o corrono velocissimo senza meta, dicendo a loro stessi che prima o dopo si fermeranno e si godranno la vita, ma quel momento non arriva mai.

Si agitano, si affrettano, si affannano, sono sempre in ritardo e in rincorsa. Sono delle banderuole al vento, vanno dove vanno gli altri. Non pensano, non riflettono, corrono e basta. E spesso prendono decisioni che allontanano sia loro che tutti quelli che li circondano dai loro veri e profondi obiettivi.

Vorrei dire loro: “Fermati. Fermati. Smetti di correre come un pazzo e di agitarti come un gatto. Dove stai correndo? Dove stai andando?”

Io sogno Ristoratori fermi e inamovibili come montagne. Non mobili e insicuri come polvere. Sogno Ristoratori felici, appagati, soddisfatti, sereni. Non spaventati, arrabbiati, ansiosi, diffidenti, cupi e tristi.

Quando c’è una Direzione chiara e cristallina, le nubi si diradano e spunta il sole.

Il tuo compito principale, come titolare e imprenditore, deve essere quello di “Custode della Direzione”. Devi proteggerla, prenderti cura di lei e deve diventare una sana “ossessione”. Non avrai altro Dio al di fuori della tua Direzione.

Significa che ogni azione che viene intrapresa all’interno del tuo locale deve essere passata attraverso un setaccio composto da un’altra domanda, questa:

“Questa azione mi sta aiutando a dirigermi dove voglio andare?”

Ricordati tre cose:

  1. Che non sei tu al servizio del ristorante, ma è esattamente il contrario: è lui che deve essere al tuo servizio. Il tuo ristorante è la tua nave che ti permette di raggiungere l’altra sponda del fiume. Una volta arrivato a destinazione, brucia la nave. Sei arrivato. Riposati e goditela.
  2. Di PROMETTERE a te stesso che manterrai la direzione tracciata, costi che quel che costi;
  3. Di CONDIVIDERLA con la tua squadra. Se non la condividono, sai già cosa fare.

Se vuoi un consiglio, te lo do: la tua Direzione deve essere una scelta di non ritorno.

Voglio citarti Umberto Eco, in un passaggio un po’ lunghetto tratto dal suo romanzo “L’Isola del giorno dopo” ma che leggo e rileggo ogni volta che devo prendere una decisione senza punto di non ritorno.

Dopo aver calcolato con rigore queste possibilità si era detto che era indegno di un gentiluomo abbandonarsi a calcoli così meschini, come un borghese che computasse le possibilità che aveva giocando a dadi il suo avaro peculio.

Ovvero, si era detto, un calcolo si ha da fare, ma che sia sublime, se sublime è la posta. Che cosa giocava in quella scommessa? La vita.

Ma la sua vita, se egli non fosse mai riuscito a lasciare la nave, e non era molto, specie ora che la solitudine si sarebbe aggiunta la coscienza di aver perduto lei per sempre.

Che cosa invece guadagnava se superava la prova? Tutto, la gioia di rivederla e salvarla, in ogni caso di morire su di lei morta, coprendone il corpo di una sindone di baci.

E’ vero, la scommessa non era alla pari. C’erano più possibilità di perire nel tentativo che non di raggiungere la terra. Ma anche in quel caso l’idea era vantaggiosa: come se gli avessero detto che aveva mille possibilità di perdere una misera somma contro una sola di guadagnare un immenso tesoro.

Chi non avrebbe accettato?

Lui ha accettato, e vinto, la scommessa. Consiglio a te di fare altrettanto. Che la vita è una soltanto, e hai il dovere di viverla a pieno facendo ciò che pare a te, raggiungendo i tuoi VERI obiettivi — e non quelli che ti impone qualcunaltro, sia esso la società, un tuo parente o un guru su internet — e vivendo felice e soddisfatto.

Prima dei saluti, ti ricordo due cose:

  1. Condividi Radio Ristorazione con i tuoi colleghi, collaboratori e con chiunque possa usufruirne. Ti ringrazieranno! Magari non oggi, magari non domani, ma ti ringrazieranno. Questo podcast porta bene.
  2. Se hai voglia di seguirci fuori dal podcast, hai due modi: Cerca su Facebook “RistoratoreTop – Il gruppo”. Siamo noi. Siamo più di 11mila, non vediamo l’ora di parlare con te, oppure vai sul nostro sito

Ci sentiamo nella prossima (e ultima, almeno per questa stagione) puntata di Radio Ristorazione. Non perderla, perché ti darò tante anticipazioni sui prossimi passi.

Come al solito… 

#daicazzo.

© Lorenzo Ferrari
RISTORATORETOP®

 

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