Giungono ancora notizie (e tempistiche) incerte riguardo la riapertura.

Alla preoccupazione di sopravvivenza e ripresa incerta, si aggiunge la stanchezza mentale e fisica per il rallentamento o stop imposto, per la mancanza della sana adrenalina di servizio,  per il silenzio diventato insopportabile a chi, come noi, vive di contatto umano ogni giorno.

Possiamo solo ipotizzare le tempistiche di ripresa e le disposizioni alla riapertura, ma in effetti, scegliere di aspettare passivamente e vedere cosa succede costa caro, carissimo, non è più sostenibile. 

I tempi possono pericolosamente allungarsi e c’è bisogno di ragionare sul cosa fare oggi e come ripartire domani al meglio per ridurre danni già enormi, mettendo in conto una riformulazione del business sia di oggi che del domani più prossimo, perché per un bel pò le cose non torneranno come prima, lo sappiamo, e perchè tante volte reinventarsi is the only way to survive.

Se si combatte oggi, si farà parte di un mercato contratto che lascerà sopravvivere i forti, e quì la forza si rivelerà essere molto più che qualità e buon servizio: il marketing e la capacità imprenditoriale si confermeranno lo zoccolo duro del business, ciò che permetterà di lasciare la bandiera bianca dentro un cassetto.

 

FACCIAMO IL PUNTO

Il bombardamento di informazione inizia a stordire; se questo vale per le Covid-19 news, ugualmente può valere per il mondo della ristorazione che  — oggi più che mai — si è riversato sui social e cerca di prendersi il suo spazio in modo sempre più creativo, perché si, è importante rimanere nella testa dei clienti e si, È TEMPO DI SEMINA.

Così il Covid-19 ha ribadito e pienamente convinto che bisogna essere in grado di:

  1. Comunicare online 
  2. Creare connessioni con i clienti

Non è più un’opzione ma un obbligo, perchè l’online è un amplificatore del nostro offline, e perché una comunicazione dedicata in questo momento di saturazione d’informazione, può avere un valore enorme.

Chi ha investito ieri il giusto tempo e attenzione alla propria presenza online e alla creazione di connessioni forti con i clienti, oggi può raccoglierne i frutti, e continuare la semina in modo più efficace. 

Al momento della ripresa, cerchiamo di non dimenticare questa lezione.

Quindi, il Covid-19 sbatte in faccia ancora più prepotentemente il valore dell’approccio digital ed impone una rilettura del business, un lanciarsi in avanti, un test alla flessibilità della visione imprenditoriale ed alla capacità di reinventarsi.

Diventa la nostra prova del 9.  Come la vogliamo superare?

 

DUE STRADE: Delivery o No Delivery?

Nel pratico oggi esistono 2 strade:

  1. Delivery
  2. No delivery

Punto, con tutte le discussioni in merito del caso.

Se si porta avanti il servizio di consegna, in tanti casi organizzandolo e testandolo per la prima volta con fatica, sacrificio e spesso con risultati poco redditizi, si guarda al ritorno oltre che economico anche di “nuova” relazione al cliente.

E’ per tanti una soluzione temporanea, un modo per seminare e continuare ad operare perchè stare chiusi con i costi fissi sul groppone è ancora meno sostenibile. E’ per tanti una soluzione temporanea si, ma in fondo il futuro è talmente incerto che “temporaneo” è parecchio relativo, oggi, e la soluzione alternativa del momento ha tutte le carte per diventare l’altrà metà del cuore del business.

Il Sondaggio lanciato nella nostra community di ormai oltre 9000 ristoratori, svela che più del 77% sceglie di fare delivery o lo farà a breve.

Sarà quindi fondamentale trovare soluzioni per raccogliere feedback e recensioni sull’ attività di delivery, quindi su qualità di servizio e prodotto in modo da perfezionarsi quanto più possibile ascoltando le “nuove” esigenze del cliente. Esattamente come le reviews post visita al locale, i feedback sul servizio di delivery saranno anche la nuova linfa per una comunicazione non autoreferenziale.

La fetta di ristoratori che sceglie di non fare delivery, cerca di tenere “caldi” i clienti e potenziali clienti con una forte e attiva presenza online, strutturando e ragionando nel frattempo una ripartenza efficace che tenga conto di un’ affluenza iniziale rallentata ed una necessità di dover ancora garantire le distanze sociali.

In quest’ottica, abbiamo raccolto alcune iniziative del momento volte sia ad un delivery efficace (seguono quelle del primo articolo), originale e comunicativo; sia ad una comunicazione forte e di rete con altre attività, sicuri ce ne siano ancora decine e decine meritevoli di attenzione.

 

Un delivery speciale (II parte)

 

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Bonci propone il delivery dell’impasto di pane e pizza! Splendida iniziativa ormai adottata da tante pizzerie e non solo.

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L’idea originale del ristorante Balestruccio, che regala la coccola del croissant per il buongiorno della mattina dopo.

Non si può non menzionare lo sforzo di questi ristoratori nel garantire delivery anche a zone lontane e fuori mano.

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Tanti ristoranti hanno proposto per Pasqua un Menu fisso a domicilio con i fiocchi, ne sono un esempio i ristoranti di NerodiSeppia e Inforno. SI può proporre anche un Menu completo per occasioni speciali “private” che dovranno trascorrersi in quarantena, come un compleanno o un anniversario, richiedendo al cliente il giusto preavviso.

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Il ristorante TRES propone: #dilloconuntrés. E’ un servizio che prevede la possibilità di ordinare un pranzo o una cena regalo da consegnare a qualcuno a cui si vuole dedicare un pensiero, un ringraziamento, una coccola.

Buona idea regalo anche per chi festeggia il compleanno o altre occasioni speciali in questi giorni di isolamento.

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Possibilmente uno dei servizi delivery più completo. Dal piatto pronto da mangiare, al piatto da scaldare o cucinare, al kit per la preparazione di speciali ricette. Davvero ce n’è per tutti i gusti e le esigenze!

Il Ristorante la Torre propone la vendita di grissini fatti in casa e agnolotti DE.CO. al Kg.

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Bella l’idea delivery del Mannarino, che insieme ai prodotti da banco propone i “Kit di Pasqua” e di Pasquetta, con consegne ad ampio raggio. Ma la soluzione del Box anche in questo caso, può valere per altre occasioni “private” di compleanno e/o anniversari, costruite ad hoc per il cliente.

A Torino, si fa rete tra ristoratori per una soluzione di delivery speciale e originale. Alcuni locali del vibrante quartiere di San Salvario: Affini, Bottega Baretti, Barotto, Closer e Lo Stonnato, propongono differenti itinerari esperienziali con la consegna diretta a casa.

  • Una bella soluzione simil-restaurant bond per chi si adopera nel delivery, è aggiungere ad ogni ordine un credito utilizzabile nel locale alla riapertura, come i cashback del ristorante Sporting Milano 3 di Raul, associati al credito devoluto a supporto del reparto di terapia intensiva.

 

E CHI NON FA DELIVERY…?

 

  • BERTONristoratoretop coronavirus iniziative social ferrari marketing
    Gli ormai noti e tanto discussi culinari bond anche detti “dining bond” o “restaurant bond” quali simil-gift voucher (iniziativa lanciata in America all’indomani della diffusione del Coronavirus) sembrano diventare la scelta per molte attività oggi ferme. Diventa quindi doverosa la menzione di questa iniziativa che tuttavia meriterebbe un’ argomentazione dedicata: Quanto è valida e sostenibile per i ristoranti non di fascia alta?
  • OSTERIA DEL PETTIROSSO

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Paolo dell’Osteria del Pettirosso ancora una volta dimostra la sua capacità di fare del bene al suo business mentre aiuta il prossimo. Propone il “Canederlo del Sorriso”, una raccolta fondi per l’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari, fatta attraverso la vendita anticipata dei canederli, che donatori e clienti potranno gustare al momento della riapertura. 

Il Pub La Belle Alliance propone un virtual pub con radio birra e special guests del mondo della birra:Quindici minuti di cazzeggio birrario, per affacciarsi al bancone, di cui siamo tutti orfani”.

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Fantastica iniziativa dedicata a tutti coloro che hanno mancato il festeggiamento di occasioni importanti come il compleanno, 

L’oste Paolo, insieme ad altre belle iniziative e presenze sui social, si cimenta in slendidi piccoli video per raccontare e far ricordare il suo ristorante e la sua storia.

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E perchè proporre solo ricette di cucina? Spazio agli amati cocktail di cui tanto si senta la mancanza! Si insegna a preparare l’aperitivo a casa: cocktail semplici, cercando di usare pochi ingredienti e l’attrezzatura che si ha a disposizione.

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Quì si vuole non soltanto comunicare con il pubblico, ma anche stimolare altri colleghi chef. La challenge è positiva anche per CREARE RETE tra ristoranti, quindi rimbalzando il pubblico ad altri colleghi e allo stesso tempo ricevere menzione da altri. 

La challenge può pensarsi anche in modi alternativi alla preparazione di una ricetta.

Geniale modo per esserci anche a questa Pasquetta del tutto atipica, chiusi in casa invece che con gli amici a grigliare sotto il sole (o sotto la pioggia come spesso accade). E quindi in diretta, griglieranno e daranno dritte su come cucinare la carne al meglio. Un modo davvero simpatico per comunicarsi e comunicare.  

 

AGGIUNGIAMO CARNE AL FUOCO

Una nostra proposta di iniziative e suggerimenti che accompagni la novità ed il CONTRIBUTO PIÙ GRANDE che RistoratoreTop propone ai ristoratori oggi: la RistoratoreTop Suite, piattaforma gestionale e di marketing con un modulo dedicato al Delivery.

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Inoltre, ti proponiamo altre iniziative che puoi valutare e decidere se fanno al caso tuo oppure no:

  • Il Circuito

Oggi più che mai, ragionare in una logica di RETE può far ripartire la macchina spenta del commercio con un piede sull’acceleratore.

Abbiamo sempre parlato del grande valore che possono avere le partnership per i business ristorativi. Bene, oggi un sistema di partnership strutturato e ragionato prima della riapertura, con l’intento di creare rete e aiutare se stessi ed altre attività a ripartire, potrebbe fare la differenza.

Immaginiamo un circuito di 3, 4 o 5 business, l’equivalente di un experience box a più tappe, per cui il cliente  — quando potrà di nuovo uscire e avrà voglia di girare tanto — sarà portato a fare tante esperienze in ambito ristorativo, ma non solo. Si può pensare di coinvolgere anche altre tipologie di business, a partire dai cugini albergatori di zone limitrofe.

Un sistema di couponing incrociato utilizzabile nei locali (ma volendo anche come buono delivery), strutturato con altri business scelti e comunicato per tempo, che farebbe rimbalzare i clienti da un’attività all’altra, incentivando un costante movimento sul proprio circuito che accompagnerebbe il flusso rallentato di ritorno della clientela abituale e fidelizzata.

  • Take Away strutturato e Soluzioni da passeggio

A fine quarantena, vuoi il sole di fine primavera e la voglia di ritrovarsi nei soliti luoghi, la gente tornerà nelle piazze e nelle strade della città ed in effetti – forse per la prima volta dai tempi del boom della ristorazione – l’offerta non supererà così largamente la domanda,  perchè in tante località non ci sarà modo di accogliere nei locali un gran numero di clienti, viste le restrizioni e la distanza sociale imposta.

Diventa quindi fondamentale farsi trovare preparati in fase di riapertura con un take-away strutturato. 

E’ importante organizzarlo al meglio e comunicarlo nei giusti modi e tempi, quindi pensare ad un menù ideale per il take away ed un buon packaging. Certo aiuta il fatto che saremo in ingresso alla stagione calda, quindi ci sarà più propensione a mangiare all’esterno e soprattutto a preferire pietanze fredde e leggere.

In questo discorso si inserisce anche la soluzione di cibo da passeggio/ finger food.

Durante l’estate la gente vorrà comunque uscire di casa e passare il tempo all’esterno, e prevedendo una ridotta possibilità di consumare pranzo/cena seduti comodamente al tavolo, trovare soluzioni “da passeggio” potrebbe diventare importante, particolarmente nei centri storici dove spesso i locali sono piccoli e quindi particolarmente penalizzati.

E’ un’alternativa da valutare in modo coerente alla propria identità.

CONCLUSIONI ?

UNA. Cerchiamo di riempire le fila del gruppo di ristoratori che ce la fa, della parte di ristoratori che con impegno e volontà di garantire a se stessi e al business continuità operativa e di comunicazione ai limiti del possibile, la spunterà e godrà del grande boom di ritorno. 

Perché la ripresa sebbene lenta ci sarà, e la ristorazione tornerà ad essere protagonista.

Avanti tutta!

Francesca
Marketing Manager
RISTORATORETOP

P.S.

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